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Megaconus mammaliaformis
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Il mwbamegacono (mwbqmwbgMegaconus mammaliaformis) è un mwbwmammaliaforme estinto, appartenente agli mwcaaramiidi. Visse nel mwcqGiurassico medio (mwcgCalloviano, circa 164 - 161 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in mwcwCina.

Contents


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Descrizione

Questo animale è noto per uno scheletro completo, ed è quindi possibile ricostruirne l'aspetto. Si suppone che mwdwMegaconus fosse un piccolo animale simile a un mweairace, del peso di circa 250 grammi. La dentatura era simile a quella dei mweqroditori, con grandi mwegincisivi anteriori e mwewmolari robusti e larghi. Una caratteristica distintiva di mwfaMegaconus era data dalla presenza di un paio di mwfqpremolari di grandi dimensioni nella mwfgmandibola. I denti di mwfwMegaconus possedevano numerose mwgacuspidi, che permettevano ai denti di incastrarsi perfettamente quando le fauci venivano chiuse; mwgqMegaconus è uno dei più primitivi mammaliaformi a possedere questo tipo di occlusione dentaria.

L'mwgworecchio medio di mwhaMegaconus era più primitivo di quello degli odierni mwhqmammiferi: le ossa che nei mammiferi compongono l'orecchio medio (mwhgmartello, mwhwincudine, mwiastaffa), in mwiqMegaconus erano ancora associate alla mandibola, poste in un solco dietro l'osso dentale. mwigMegaconus doveva essere superficialmente simile a un gruppo estinto di mammiferi, i mwiwmultitubercolati, ma il suo corpo era più allungato: vi erano 24 vertebre dorsali, un numero più elevato di qualunque mammifero noto. La transizione tra vertebre toraciche e lombari era più graduale in mwjaMegaconus rispetto ai multitubercolati, e il limite tra i muscoli epassiali anteriori e posteriori (ovvero i muscoli che coprivano rispettivamente la parte anteriore e posteriore del dorso) era posto molto indietro.

Le caratteristiche delle zampe di mwjgMegaconus indicano che questo animale doveva essere un quadrupede che camminava sul terreno; gli artigli erano corti e solo leggermente ricurvi. Il mwjwcalcagno era corto, mentre la mwkatibia e il mwkqperone erano fusi insieme; quest'ultima caratteristica è normalmente associata ai mammiferi saltatori o bipedi. Gli unici mammiferi camminatori quadrupedi viventi dotati di questa fusione ossea sono gli mwkgarmadilli e l'mwkworitteropo.

I fossili a conservazione eccezionale di mwlqMegaconus hanno permesso di individuare tracce di mwlgpelo su varie parti dello scheletro; il pelame consisteva in uno strato superiore di peli scuri e in uno strato inferiore di pelo più chiaro. Sembra che non vi fosse pelo nella zona addominale. Era inoltre presente uno sperone mwlwcheratinoso sulla zampa posteriore, forse simile allo sperone velenifero presente sulle zampe dell'odierno mwmaornitorinco (Zhou et al., 2013).

Classificazione

mwmwMegaconus mammaliaformis venne descritto per la prima volta nel 2013, sulla base di fossili molto ben conservati provenienti dalla formazione Tiaojishan in mwnaMongolia Interna, nella zona di Daohugou, risalente al Calloviano.

mwngMegaconus era un rappresentante degli aramiidi (mwnwHaramiyida), un gruppo di mammaliaformi molto vicini all'origine dei veri mammiferi. All'epoca della prima descrizione di mwoaMegaconus gli aramiidi erano noti pressoché unicamente da resti di mandibole, mascelle e denti, e la loro classificazione era alquanto incerta. Un'ipotesi li vedeva come stretti parenti dei multitubercolati, all'interno di un gruppo più grande noto come mwoqalloteri; secondo quest'ipotesi, gli aramiidi erano veri e propri mammiferi, più vicini ai mwogteri (il gruppo comprendente marsupiali e placentati) che ai mwowprototeri (i mwpamonotremi, ovvero l'ornitorinco e le mwpqtachyglossidae). Secondo un'altra ipotesi, gli aramiidi si erano originati prima della comparsa dei mammiferi veri e propri, ed erano quindi un gruppo di mammaliaformi non mammiferi; i multitubercolati, invece, erano veri mammiferi, e il grande gruppo degli alloteri veniva in questo modo reso mwpgpolifiletico (innaturale). La scoperta di mwpwMegaconus aiutò gli studiosi a determinare la veridicità di quest'ultima ipotesi; tra le caratteristiche che collegavano mwqaMegaconus (e di conseguenza tutti gli aramiidi) con i mammaliaformi basali vi era la presenza del solco mandibolare che ospitava le ossa dell'orecchio medio (nei multitubercolati e negli altri veri mammiferi queste ossa sono completamente separate) e un calcagno di dimensioni ridotte.

Di seguito è mostrato un mwqgcladogramma tratto dal lavoro di Zhou e colleghi (2013), che mostra i rapporti filogenetici tra i vari gruppi di mammaliaformi e la posizione di mwqwMegaconus e degli aramiidi:

Paleoecologia

mwrwMegaconus doveva essere un piccolo animale terricolo, forse adatto a scavare nel terreno. I grandi premolari e i molari larghi, unitamente agli incisivi di grandi dimensioni, indicano che mwsaMegaconus doveva cibarsi di frutta, semi e forse insetti. Negli stessi livelli che hanno restituito i resti di mwsqMegaconus sono stati ritrovati anche altri mammaliaformi: il mwsgdocodonte acquatico mwswmwtaCastorocauda, i mammiferi arcaici mwtqmwtgVolaticotherium (un animale planatore) e mwtwPseudotribos e il mwuqplacentato basale mwugJuramaia.

Bibliografia

• C.-F. Zhou, S. Wu, T. Martin and Z.-X. Luo. 2013. A Jurassic mammaliaform and the earliest mammalian evolutionary adaptations. Nature 500:163-167

Collegamenti esterni

• citereffossilworks-org(EN) Megaconus mammaliaformis, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Megaconus mammaliaformis, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.